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Mar. 15th, 2011

Centoquattordicesima Goccia [Hurt In Progress]

 "What have I become, my sweetest friend? Everyone I know goes away in the end  (And you could have it all my empire of dirt)."

Che poi anche prima di diventare così come sono adesso, miei cari amici, tutti se ne sono sempre andati da me. E il perché succeda ogni maledetta volta è una domanda che mi ha sempre fatto da sottofondo, come quando le cuffie stanno per rompersi e te ne accorgi perché la musica è accompagnata da quel fastidioso ronzio. O come quando hai un vecchio televisore e, anche se togli l'audio, qualcosa lo senti lo stesso. 

Jan. 5th, 2011

Centotredicesima Goccia [Sai Di Me]

Sai di me.
Sulla tua pelle
un mondo disegnato a matita.
Provvisorio essere.
E il profumo di me, diverso da me
a ricordare, annusandoti,
i luoghi che mai ho visitato.
E i tuoi capelli.
Bagnati d'acqua e di tempo andante,
specchio di te e della tua assenza
a pochi centimetri da me.
Le mie labbra, cuore piccolo,
cercano il sapore.
E' la mia lingua esigentissima.

Sai di me.
Sulla tua bocca il mio nome
è vaniglia e cannella.
E' puro piacere e simulato pudore.
Col tempo si cambia.
I tuoi occhi ora non brillano più.
E va bene anche così.
Ho bevuto acqua fresca di sorgente
a piene mani.
Routine il mio viverti addosso
e i tuoi occhi che parlano più dei miei silenzi.

Sai di me.
Sai, di me si dice che ho un'altra donna,
un nuovo amore.
Lo pensi anche tu,
ma perché parlarne?
Resti così, immobile,
e interroghi il mare
e trovi risposte e lacrime.
Dopo la tempesta
bello è scoprire la vita sotto la sabbia.


.
.
.

Sapete di me.
E sapete, non sono purtroppo mie queste parole.

Nov. 16th, 2010

Centododicesima Goccia [Rest In Peaceful Sleep]

E così oggi sei morta anche tu.
Mi dispiace.
Non so la tua famiglia come fosse con te (mi dicevano o vedevo solo l'esterno), ma so che ti piacevo io.
Ti piacevo perché ero l'unica delle nipoti a cui non faceva schifo darti un bacio di saluto, o anche solo parlarti.
Ti piacevo perché ero educata e dolce mentre rispondevo alle tue domande o ti raccontavo del tempo - ché non ho mai ascoltato le voci bigotte e fintocattoliche che svelavano il tuo intrometterti e giudicare, ché non ci ho mai creduto o, se anche così fosse stato, non mi è mai importato nulla.
Ti piacevo perché dicevi che ero la migliore in ogni cosa.

E però non lo so se invece tu piacessi a me.
So che c'erano cose di te che non riuscivo a tollerare.
So che mi facevi tenerezza perché nessuno voleva starti accanto.
So che non eri così come venivi descritta.
Che eri più di ciò che apparivi agli altri.
So tante cose al passato di te e di come mi relazionavo io con te.
Ma non so se posso dire che mi piacevi.

E ora sei morta e questo mi ricorda mio padre.
Perché eri da sola (così come sarebbe stato solo lui se non ci fossi stata io).
Perché oggi è il 16.
Perché c'erano cose di lui che non riuscivo a tollerare.
Perché mi faceva tenerezza e la gente fingeva di stargli accanto.
Perché non era così come veniva descritto.
Perché era più di ciò che appariva gli altri.
Perché lui riusciva a vedere di te quello che vedevo anch'io.
Perché mi manca tantissimo.
E perché so
che mi mancherai anche tu.

Nov. 9th, 2010

Centoundicesima Goccia

Ho bisogno di un abbraccio e non so a chi chiederlo.

Mar. 10th, 2010

Centodecima Goccia [Sad But Beautiful Poems]

E oggi ho scoperto questo con te:

FUNERAL BLUES - W.H. Auden

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto.

Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.

E oggi hai scoperto questo con me:

LILICKA! (IN LUOGO DI UNA LETTERA) - V.V. Majakovskij

Un fumo di tabacco ha divorato l’aria
La stanza
E’ un capitolo dell’inferno di Krucennych.
Ricordati-
Proprio a questa finestra
Per la prima volta
Estasiato accarezzavo le tue mani.
Eccoti oggi seduta,
Il cuore chiuso dentro una corazza.
Ancora un giorno e poi
Mi scaccerai
Magari anche imprecando alle mie spalle.
Nella buia anticamera la mano nella manica
Più non stenterà a entrare disfatta dal tremore
Correrò via
E getterò il mio corpo sulla strada.
Selvatico animale
Impazzirò
Sotto una sferza di disperazione
Ma così non si deve,
Mia cara,
Mia diletta,
Meglio lasciarci ora.
Non importa-
Il mio amore
E’un pesante macigno
Che incombe su di te
Ovunque tu possa fuggirmi.
Lascia in un grido estremo che si sfoghi
L’amarezza dei lamenti e del rancore.
Quando anche un bue è disfatto di fatica
Lui pure andrà a gettarsi
In fredde acque in cerca di ristoro.
Ma altro mare non c’è
Per me
Tranne il tuo amore,
Né tregua c’è in amore anche nel pianto.
Se un elefante stanco vorrà pace
Si stenderà maestoso sull’infocata sabbia.
Ma altro non c’è
Per me
Tranne il tuo amore,
Benché io non so tu dove o con chi sei.
Se così se ne fosse tormentato
Dell’amore-un poeta
In soldi e gloria l’avrebbe mutato,
Ma altro suono non c’è
Che mi dia gioia
Tranne che il suonodel tuo nome beato.
E non mi getterò giù nella tromba delle scale
E non berrò il veleno
Né premerò il grilletto dell’arma sulla tempia.
E non c’è lama di coltello che
Abbia su me potere
Tranne che sia la lama del tuo sguardo.
Tu scorderai domani
Che io t’incoronavo,
Che d’un ardente amore l’anima ti bruciavo,
E un carnevale effimero di frenetici giorni
Disperderà le pagine dei miei piccoli libri…
Le secche foglie delle mie parole
Potranno mai indurre uno a sostare,
A respirare con avidità?

Almeno lascia che un’estrema tenerezza
Copra l’allontanarsi
Dei tuoi passi.

26 maggio 1916 Pietrogrado





Ed ho deciso di fermare qui queste scoperte quotidiane, perché non c'è nient'altro di bello, semplice, dolce e malinconico che valga la pena oggi.
Se non la felicità per le parole e gli abbracci.
:*

Feb. 26th, 2010

Centonovesima Goccia [...]

Ed avrebbe potuto essere una giornata perfetta oggi.
Sole, poco lavoro, tempo per il caffè, scrittura rapida ed accettabile di resoconti, nessuna prima visita ed altre cose belle che non dirò.
E principalmente il pensiero di avere un orribile aspetto, di mattina, spazzato via dal tirocinante che non vedeva l'ora di parlarmi, delicatamente imbarazzato mentre lo faceva.
Poi, quando ho realizzato che sì, era effettivamente una giornata perfetta, è arrivata una vecchia nuvola nera a cancellare tutto.
Non c'è bisogno che spieghi - non ne ho voglia - ma basta sapere che non era neanche colpa mia.
E così adesso sono infastidita e nervosa. Un po' come due mesi fa, che non vedevo ragioni per essere felice.
Sarà per le due sole ore di sonno, ma è meglio lasciarmi perdere per un po'...possibilmente fino a domani.

Feb. 24th, 2010

Centoottesima Goccia [ForgetMeNot]


Ci sono tante prime volte per tante prime cose belle, così come per tante prime cose brutte.
Molte di queste non le ricordo più e mi dispiace, ed altre mi piacerebbe cancellarle.
Poche invece le porto sempre con me, nelle tasche, nella testa ed in parte al cuore.
Pochissime infine, forse 3 soltanto, so che saranno indimenticabili.

07/03/2006
"...
Let me bleed you this song of my heart deformed
And lead you along this path in the dark

Where I belong 'till I feel your warmth
Hold me
Like you held on to life

When all fears came alive and entombed me
Love me
Like you love the sun

Scorching the blood in my vampire heart..."

23/02/2008
"Quando ti ho visto arrivare
Bello così come sei
Non mi sembrava possibile che
tra tanta gente che tu t'accorgessi di me..."


24/02/2010
"...Come and erase me and take me with you
(...)
I wanted to show you how mad is my love

Come and attack me it's not gonna hurt
Fight me, deny me if I fear when you're close
Let's make love and listen death from above..."

.
.
.

E così oggi sono stanchissimamente felice.
Come la parte oscura della luna.



Feb. 23rd, 2010

Centosettesima Goccia [Bon Anniversaire, Mon Petit Trésor! :')]

Ed oggi avrei dovuto essere nella cucina azzurra, a tenerti in un braccio e a preparare il caffè con l'altro, con tua madre - mia sorella - in sottofondo che s'incazza perché l'aiuto poco e perdo tempo.
A convincerti a rimandare i cartoni e la costruzione del ponte che ti piace tanto rovinare.
A dare poco ascolto alle tue lamentele per farti scoprire di nuovo la cremina che mescolo nel bicchiere di plastica, che faresti inevitabilmente cadere perché vuoi farmi i dispetti.
A darti tanti baci e a lamentarmi perché sei una piccola stufetta che fa troppo caldo.
A chiederteli anche, i baci, e a chiamarti con i nomi buffi che invento apposta per te e non capisci ancora appieno.
Che poi sono sicura che, se li capissi, cominceresti a lagnarti così come faccio io, perché nel patto di madrina al tuo battesimo - non essendo in grado di aiutarti spiritualmente - ti ho trasmesso le mie cose più belle, e tu da solo hai stabilito che fossi ciò che più adori nel tuo piccolo mondo dolce e un po' autoritario.
E se ci penso si materializza un velo di lacrime davanti agli occhi. Di felicità perché riesco a sentire tutto il tuo amore anche a distanza, e di tristezza perché non avrei voluto mancare il giorno del tuo secondo compleanno.
Eppure sono qui, ché a raccontare la verità non sempre si fa bene.
E non avrei potuto immaginare di inventare qualcosa di più importante di te, perché non c'è. Perché tu conti prima ancora di me, come il respiro che si prende per cominciare a dire: uno, due, tre, quattro, cinque, sei... .
...
E poi succede che ti canto la canzoncina di auguri al telefono, e tu ridi e mi chiami indicando la porta, come a sperare che io arrivi da un momento all'altro. Come nel gioco che facciamo quando esco a fumare, per non farti piangere.
E anche tua madre l'ha sperato.
E non sai quanto avrei voluto che fosse così.

Feb. 20th, 2010

Centoseiesima Goccia [Baudelaire in Braille]

Sul rotolo dello scottex da due soldi che ho appena comprato c'è scritto questo:

"Se hai la testa di pensieri svuotala subito. Scrivili tutti su un foglio, possibilmente grande: sentirai di averli tutti sotto controllo.
E poi...butta via il foglio".

Ma siccome i fogli si possono sempre recuperare per via della raccolta differenziata che ogni tanto faccio, ho pensato di bruciare i pensieri malinconici fumandoli attraverso una sigaretta.

E la casa ora profuma di torta al cioccolato e candele ai fiori esotici, e sussurra la versione acustica di Baudelaire con la voce di Ville.

Centocinquesima Goccia [Screamworks: Love In Theory And Practice, Chapters 1-13]

19/02/2010

E così, con ben cinque giorni di ritardo, l'ultima meraviglia di Ville è diventata mia.
A dispetto della pioggia incessante e dei giri a vuoto alla Ricordi. A dispetto dell'ombrello rosso appena comprato e già rotto, e dell'ombrello rosa vecchio e del biglietto scivolato dalla tasca alla pozzanghera. E della donna viscida e delle lamentele che continuerò a fare per ogni cosa su cui ho bisogno di essere rassicurata.
Già.
Perché oggi non importa cosa sia successo o succederà o potrebbe succedere ma non è successo o qualsiasi altra cosa mi e vi venga in mente.
Oggi contano solo questo disco e la voce ed i sospiri più belli e sensuali che io abbia mai ascoltato adorante in tutta la mia vita.
Credo che della passione comune sia rimasta l'unica a portarne il segno e non soltanto all'interno del polso.
E dirò anche che questa cosa non mi dispiace.
Perché c'è sempre una parte di noi che cambia e non è mai la stessa per ciascuno.
Perché a cambiare, di me, sono state la voglia di far festa e la propensione alle romanticherie. La felicità nel prendersi cura di qualcuno cui si tiene. La necessità di condividere ogni pensiero simmetrico.
E perché c'è sempre una parte di noi che non muta, ed è inevitabilmente la peggiore di ciascuno.
Perché a restare, in e con me, sono alcune paure e la tendenza alla solitudine. La costante ricerca della perfezione che non esiste come la vorrei, se non nelle canzoni di questa sera e del 7 marzo 2006 e del tatuaggio destro.



Non c'è da aggiungere altro, perché davvero sto bene.

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